Era da molto tempo che non metteva alla prova il suo coraggio. Il mondo stava cambiando a passi da gigante. A lui era toccato nascere in un’epoca splendida nella quale finalmente si rivelavano i misteri dell’universo: non solo la Terra era risultata essere rotonda, ma c’era anche chi ipotizzava che fosse lei a girare intorno al Sole, e non il contrario. E che cosa faceva lui, mentre avevano luogo tutti questi eventi? Contava agnelli e capre, e raccoglieva ghiande e olive. Una volta di più Valdivia ebbe coscienza della propria insofferenza. Era stanco di bestiame e campi, di giocare a carte coi vicini, di messe e rosari, di rileggere gli stessi libri – quasi tutti proibiti dall’Inquisizione – e di tutti quegli anni di rapporti obbligati e sterili con la moglie. Ecco che arrivava il destino, con le sembianze di quel ragazzo dal fulgido entusiasmo, che ancora una volta bussava alla sua porta, come aveva fatto ai tempi della Lombardia, delle Fiandre, di Pavia, di Milano e Roma.
“Quando partirai per le Americhe, Jeronimo?”
“Quest’anno, se Dio vorrà.”
“Puoi contare su di me” disse Pedro de Valdivia in un sussurro, per non farsi sentire da Marina.

Isabel Allende, Inés dell’anima mia


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