Captain Fantastic (2016) di Matt Ross. Viaggio di ritorno nel mondo

È sempre una scelta ambiziosa inserire l’aggettivo “Fantastic” nel titolo di un film. Ma la toccante storia di questa prodigiosa famiglia che vive un’esistenza back-to-nature ha davvero qualcosa di straordinario.

Diretto da Matt Ross, comico e drammatico allo stesso tempo, Captain Fantastic è una pellicola ben riuscita che offre uno sguardo sulla società contemporanea americana, vista da una prospettiva esterna ed inconsueta, precisamente da una yurta in mezzo alla foresta.

Ben Cash, interpretato dall’attore Viggo Mortensen, è un padre fuori dagli schemi più comuni che decide, assieme a sua moglie, di far crescere i loro sei figli nelle profonde foreste a nord della città di Washington. Vivono di caccia, pesca, meditazione e prove di forza all’aria aperta. Ma non chiamateli incivili, tutt’altro. I ragazzi si mostrano educati, rispettosi verso gli altri e la natura, fisicamente più forti e istruiti dei loro coetanei americani.
Il merito è proprio di Ben, il Captain Fantastic, un pensatore anti-capitalista che festeggia il compleanno di Noam Chomsky come fosse Natale e trascorre le serate, cantando attorno a un fuoco.

Il viaggioperché è questo che qui ci interessaha inizio quando sua moglie, affetta da problemi di salute mentale, si toglie la vita. Il papà-capitano e la numerosa prole decidono di mettersi in viaggio per fermare il funerale di impronta religiosa che la famiglia di lei sta organizzando in New Mexico. Salgono, così, sul loro unico mezzo di trasporto, un bus scolastico Volkswagen, e si dirigono a Sud.
Durante il tragitto on the road, i sei ragazzi si scontrano con il mondo al di fuori della foresta, un mondo a loro sconosciuto e dal quale i genitori volevano proteggerli. Ne emerge una sfida tra due realtà che porterà anche a far traballare il rapporto familiare che Ben aveva saldamente costruito con i propri figli.

Additato dai parenti come un padre non attento e accusato di aver contribuito alla malattia mentale di sua moglie, Ben si ritrova a mettere in discussione anche la sua stessa idea di libertà. Ma Captain F. non si definisce eccentrico né idealista. Semplicemente, rifiuta la cultura consumista e continua a combattere per ciò che crede sia giusto per se stesso, i suoi figli e il mondo in generale.

Puro idealismo? Probabile. Ma il pregio di questa piacevole pellicola è che, con delicatezza di dettagli e numerosissime citazioni, punta i riflettori sulla non facile ricerca di una vita autentica.
Proprio come nell’ex successo Sundance “Little Miss Sunshine”, anche in Captain Fantastic ritroviamo la stessa dolcezza e disinvoltura dei protagonisti – interpretati da brillanti attori -, i quali sono consapevoli di essere differenti, ma tenacemente convinti a esprimere se stessi.


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